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Ogni serio professionista Osteopata sa che non DEVE manipolare il rachide cervicale se...

  • Immagine del redattore: Pietro Banti
    Pietro Banti
  • 8 mag
  • Tempo di lettura: 1 min

Non ringrazierò mai abbastanza i miei Maestri Osteopati per avermi insegnato, come elemento fondamentale e imprescindibile, la diagnosi differenziale!! Ovvero il saper riconoscere o anche avere solo un sospetto, PRIMA di ogni tipo di approccio osteopatico, attraverso i segni clinici, la storia del paziente(es: artrosi cervicale importante con osteofitosi), i test differenziali ortopedici e vascolari e i referti di indagini strumentali, quando la Persona che abbiamo davanti, potrebbe NON essere di competenza Osteopatica.


Test per individuare una possibile insufficienza vertebro-basilare
Test per individuare una possibile insufficienza vertebro-basilare

Anche solo il semplice sospetto(red flag) DEVE far ASTENERE l'Osteopata dal trattamento manipolativo a vantaggio di un invio alternativo verso il Medico di base o altro professionista Medico.

A riguardo in particolare delle manipolazioni a "Rischio" del rachide cervicale, che oggi tanto fanno discutere dopo il servizio tv de "Le Iene", al netto di ogni sospetto derivato dalla positività ai test differenziali, l'approccio manipoativo Osteopatico eseguito correttamente da un/a professionista certificato/a, non ha ALCUNA possibilità di arrecare danno ed anzi ha tutte le possibilità di creare un beneficio.

Ricordo che l'Osteopata, NON può e NON deve intervenire in TUTTI quei casi che, gli abbiano fatto destare anche il solo sospetto di condizioni non di sua competenza.

Auspico e sono sicuro che tutti/e i/le colleghi/e Osteopati seri professionisti applichino quaotidianamente con estrema etica e correttezza le indicazioni derivate dalla loro formazione Osteopatica.



 
 
 

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